IL GOVERNO DELLO STATO DI MATO GROSSO E GLI AGRICOLTORI INCITANO AL CONFLITTO

Foto: Adriano Gambarini/OPAN

Un gruppo di indigeni Xavante è riuscito ad essere ricevuto dal Presidente della Corte Suprema, con una richiesta che ha causato sorpresa al Ministro Carlos Ayres Britto. Il 10 maggio, con la presenza del capo Damian Paridzané, poco dopo l’udienza alla Camera dei Diputati, nella quale rimase evidenziata l’emergenza della restituzione delle terre tradizionali al popolo Guarani Kaiowá (Mato Grosso do Sul) e della tera Xavante Marãiwatsédé (Mato Grosso), un altro gruppo Xavante, accompagnato da una avvocata che si presentó come sua rappresentante, ha chiesto alla Corte Suprema da non decidere ancora su un processo che determinerà la rimozione degli invasori dall’interno della terra indigena Marãiwatsédé, perché gli indigeni avrebbero ancora bisogno di definire una posizione sulla possibilità di scambiare l’area con il governo di Mato Grosso.

Questa era l’ultima di una sequenza di azioni che promuovono la contro-intelligenza, orchestrata dal governo del Mato Grosso e dai responsabili della devastazione del 85% della terra indigena Marãiwatsédé. Dal momento in cui il Governatore Silval Barbosa ha firmato la Legge nº 9564 con l’offerta del Parco del Araguaia all’Unione affinchè i residenti a Maraiwatsede fossero trasferiti – ignorando la storia del popolo Xavante e della legislazione ambientale, che non consente questo tipo di commercio in aree completamente protette – gli indiani si lamentano che l’avvocato Luiz Alfredo Feresin de Abreu abbia offerto benefici a coloro che accettano la proposta di scambio dello stato di Mato Grasso.

Secondo gli indigeni, l’avvocato ha offerto macchine e bestiame perchè i Xavante accettassero lo scambio di aree. L’Assemblea Legislativa del Mato Grosso (Diputati) avvrebbe finaziato ad alcuni residenti che vivono in altre terre indiane (al di fuori di Marãiwatsédé) un volo per riconoscere l’area del parco.

Secondo Vivaldo Coutinho Garcia, segretario di ambiente, agricoltura e turismo de Novo Santo Antonio (dove si trova il Parco Statale di Araguaia), il comune non è stato ascoltato ed è in disaccordo con la possibilità di trasferire i Xavante. “Siamo venuti qui per sapere se il Governatore sta negoziando attraverso alcuni diputati. Né la popolazione di Novo Santo Antonio neanche gli indigeni sono consapevoli, ma tutti hanno visto due sorvoli e abbiamo anche le foto, come prova “, ha detto. La dichiarazione è stata fatta il 13 marzo 2012. Una delegazione di politici di Novo Santo Antonio e rappresentanti dei Xavante di Marãiwatsédé sono andati alla Casa Civil del Governo del Mato Grosso per domandare spiegazioni sul coinvolgimento del governo nelle conversazioni o proposito della rimozione degli indigeni da Marãiwatsédé. “Sappiamo che l’aereo è atterrato all’interno del parco solamente dopo un colpo di telefono al Diputato Riva,” rispose Garcia.

“Abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Luiz Alfredo con la presenza della FUNAI, all’interno della Coordinazione Regionale di Ribeirão Cascalheira. Trattiamo lo smembramento del territorio e lo scambio tra Marãiwatsédé ed il Parco Statale del Araguaia. Ma questo non è conforme alla nostra volontà. Perciò abbiamo detto coerentemente all’avvocato Luiz Alfredo che la comunità non accetta questo smembramento della zona neanche lo scambio “, spiega Giuseppe d’Arimatea Tserewamriwe Tserenhitomo, nipote del capo.

Secondo gli indigeni, rimase vuota la parola del capo Damian Paridzané perché l’avvocato ha continuato il suo pellegrinaggio alla ricerca delle firme degli indigeni di altre aree, disposti a negoziare lo scambio di Marãiwatsédé, pur vivendo in altri villaggi e non avendo legittimità davanti la comunità per posizionarsi in questo modo.

“Stiamo seguendo Luiz Alfredo. Ogni anno egli va in cerca degli indigeni che non abitano a Marãiwatsédé comperando fotografie e documenti de identità(RG). Lo sappiamo. Non accettiamo soldi dall’avvocato Luiz Alfredo. Vuole offendere con la comunità Marãiwatsédé. Lui sa come giocare l’immagine degli indigeni e contaminare le loro testa, perché vadano contro i loro fratelli “, dice il capo Damian Paridzané.

Il documento che contiene le firme di altri Xavante sono stati anche criticati dai Xavantte di Marãiwatsédé.
“Luiz Alfredo ha creato una strategia di chiamata di indigeni da altri villaggi e di altre regioni, portando delle copie di documenti per dimostrare che sono di Marãiwatsédé, ma che non lo sono di fatto. Si tratta di una menzogna, una strategia falsa. Mi anticipo con un avvertimento che si tratta di un documento falso, si tratta di persone che non vivono qui in paese, ma rinnunciarono a causa del denaro. Ma Luiz Alfredo ha fatto una copia, ha fatto una grande collezione per dimostrare che essi sono disposti a scambiare l’area. Ma questo non è il villaggio Marãiwatsédé. Sono da Parabubure, da San Marcos, da Pimentel Barbosa, quindi non hanno nulla a che fare con la nostra comunità “, spiega Arimatea.

Presso i Procuratori Federali (Ministério Público Federal) di Mato Grosso ci sono diverse denunce dei rappresentanti di Marãiwatsédé circa l’azione del avvocato Luiz Alfredo Feresin de Abreu, sempre a riaffermare la loro posizione respingendo ogni possibilità di scambio. “Non vogliamo scambiare l’area. Lo stato non fa sopravvive alla nostra discendenza. I nostri nonni non hanno mai perambulato in quella regione. La zona è sconosciuta “, ha detto Damian.

“Vi garantisco che non voglio rinunciare. Da quando ho iniziato a combattere, sempre ho parlato a tutti gli invasori, sindaci (prefeitos), chiunque sia: non voglio dividere la zona. Perché abbiamo già perso tante aree! Marãiwatsédé è l’intera area, si è ridotta quando è stato delimitata. Vogliamo coltivare la terra perché i giovani e i bambini abbiano del cibo e possano crescere sani. Questo è quello che voglio “, dice il leader.

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